Il Vimercatese nella sfida tra territori

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Nella sfida dei territori in Vimercatese si presenta con la sua vocazione e con i suoi punti di forza che deve saper valorizzare. Il primo è proprio quello di esser un territorio coeso con una radice forte di coesione. Sicuramente poi la storia della ricerca e sviluppo e dell'alta tecnologia è un tema caratterizzante non solo per la presenza, pur nella crisi e pur nelle faticose situazioni occupazionali di questi ultimi anni,delle aziende importanti forti e riconosciute che ancora svolgono alcune attività di eccellenza mondiale.

Questa presenza non è il frutto del caso ma di precise scelte politiche del passato che seppero attrarre queste e non altre aziende sul territorio, con una scelta lungimirante. Ma forse è ancora più significativo oggi il tessuto di micro imprese e di imprese minori sorte dall'indotto, da esternalizzazione di rami di azienda, dalle competenze sviluppate da singoli, che caratterizzano quest'area sul piano produttivo e culturale, del capitale umano, e rappresentano per numero di occupati e fatturato una realtà significativa, seppur meno presente nelle cronache. Questa cultura diffusa che per relazioni, per contatti, costituisce una sorta di propensione territoriale all'innovazione che rendono questo territorio un luogo ideale per sviluppare nuove e ulteriori politiche industriali nel settore. Proprio a questo stiamo provando a lavorare unendo energie nazionali, regionali, locali per costruire degli strumenti di attrattiva e di sviluppo che vadano in controtendenza, che siano anticiclici, che permettano non solo e non tanto di salvare l'esistente ma di attrarre su questo territorio nuovi capitali e nuove risorse, nuove energie, nuovi progetti imprenditoriali.
Non si tratta del libro delle favole ma di un lavoro duro, costante, e in parte necessariamente silenzioso, di costruzione di relazioni e soprattutto di presa di consapevolezza di cosa fare. Questo territorio deve riuscire ad essere più protagonista sul piano nazionale, più importante. Schiacciato come è nella percezione esterna tra Milano e Monza è a volte difficile definirlo e individuarlo come un luogo specifico. E tuttavia ha delle caratteristiche uniche e a saputo conservare, e continua a farlo aldilà di quanto vuol rappresentare qualche polemica sterile, una qualità della vita e una tela del territorio che, dati alla mano, sono di assoluta rilevanza. Posto a venti minuti da Milano in questo territorio a differenza delle altre parti della nostra Brianza si è costruito molto meno, si è consumato molto meno suolo, si sono salvaguardate intere cinture a verde oggi protette da parchi sovracomunali. È un verde meno percepito di quello dei grandi parchi cittadini pur presenti in tutti i paesi. Si tratta di una vocazione territoriale di cui bisognerebbe fare tesoro e che peraltro prescinde spesso dal colore politico delle amministrazioni, nonostante porti oggettivamente una forte impronta di centrosinistra. A questo si aggiunge un sistema di servizi ai cittadini legati alla cultura e al sociale che troppo spesso si danno per scontato, e che solo una conoscenza è un confronto con altri territori rende l'idea: pensiamo al numero di posti nido, biblioteche, strutture sociali anche di altissima specializzazioni, alla rete di servizi e assistenza capillare e diffusa, alla qualità e quantità del nostro associazionismo e del nostro volontariato che si fonda su una cultura e dei valori radicati nel tempo. Una rete di patrimonio culturale, di beni e monumenti che vanno difesi, protetti e valorizzati e su cui da tempo sono al lavoro le amministrazioni in modo sempre più diffuso e un museo che rappresenta una punta di diamante su scala nazionale, soprattutto se rapportato alle dimensioni del Comune che lo ha sviluppato, con un'azione di promozione che sempre di più si caratterizza con attività di turismo a km zero, di educazione al patrimonio per tutte le età è particolarmente rivolto ai più piccoli e alle scuole, vera vocazione e scopo del Must.
Questi tre filoni del tessuto produttivo, culturale e sociale sono collegati e rappresentano i punti forti che questo territorio può giocarsi nella sfida nazionale.
C'è di converso un problema di strategia, che rappresenta una debolezza di questo territorio nella capacità del pesare sui tavoli sovralocali. Serve più coesione. Più senso di appartenenza a un'unica squadra. Forse il vero, necessario, salto di qualità è quello di un maggior senso di comunità, che invece che chiudersi in piccole polemiche sterili, con l'idea che ognuno debba in qualche modo per prevalere attaccando l'altro, il vicino, l'antagonista politico o sociale, trovi la capacità più corale di far valere i propri punti di forza, magari in una concorrenza virtuosa di idee, visioni coraggiose per il futuro.
Questo è il salto di qualità che altri territori sanno fare e che il Vimercatese ha di fronte a sé: riuscire a mettere insieme le forze migliori siano esse politiche, culturali, economiche, legate al mondo del giornalismo. La stampa ha in questo una funzione importantissima. Se deve dare conto, certo, delle critiche, deve saper raccontare con forza i punti di eccellenza e le di possibilità di questo territorio di essere vincente.
Io non solo ci credo da sempre, e il mio impegno nazionale è nato proprio su questo. Ma mi sono accorto in questo anno e mezzo di lavoro nel confronto con figure di primo piano di vari settori e cercando sempre di farmi promotore, di spiegare, di dare elementi, dati, numeri, esperienze, di quanto rilevanti siano le nostre caratteristiche. Forse dovremmo riuscire a vederci di più con lo sguardo di chi ci osserva da fuori, da lontano, da chi ci può paragonare ad altri e riconosce, ne sono testimone, con facilità e immediatezza i nostri punti di forza. Siamo chiamati tutti a un salto salto culturale che vi deve portare dal paese alla città, dalle piccole polemiche tra di noi alla visione della grande comunità comunità, nella sfida tra territori, nazionale ed internazionale, con consapevolezza dei nostri limiti e della volontà e della possibilità di superarli e con la consapevolezza dei nostri punti di forza e della volontà di metterli a frutto per rendere al meglio.

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