Elogio della Politica nel tempo della sua crisi.

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La cronaca di questi giorni getta nuove cupe ombre sulla gestione della cosa pubblica. Riguarda la Capitale e anche per questo pesa di più nel nostro sentire, nell'immagine e nella credibilità dell'Italia, oltre che per il numero delle persone coinvolte. E se una prima reazione, netta, di condanna, passa per un intervento sulle norme che siano più stringenti, occorre a mio avviso una riflessione più profonda, per non ripetere gli errori del passato. Perché si ci siamo già passati, molte volte, troppe volte. E troppe volte ci siamo fatti attrarre dalla facile scorciatoia di buttarli tutti a mare. Tutti colpevoli. Investendo la nostra fiducia in chi urla più forte, mostra le manette o i cappi, la durezza degli insulti.
Ma questa scorciatoia non ha funzionato. E chi urlava è stato trovato di lì a poco a praticare le stesse cattive abitudini di chi aveva cacciato. Ma insieme ai ladri abbiamo buttato a mare una classe dirigente migliore di quella che è venuta, che oggi ricordiamo nei convegni parlando di una politica alta che non c'è più.

Le scorciatoie non funzionano. Lo sa bene chi ama la montagna. Tagliano il fiato e non ti permettono di arrivare alla meta. La strada che ci può e ci deve portare fuori dalla corruzione e dal malaffare non può essere una scorciatoia. Ma la faticosa scelta di approfondire. Di andare a guardare e distinguere. Non sono tutti uguali. È il controllo democratico che garantisce la pulizia, la qualità etica di una classe politica. Conoscere bene i propri rappresentanti, sceglierli con cura, non fermarsi alla superficie.

Servono norme certo, e può aiutare la trasparenza, quella che ad esempio ci ha unito in una campagna lanciata da Libera nel rendere pubbliche le entrate e i curricula di chi fa politica, perché i cittadini possano conoscere e valutare. Distinguere con nettezza le responsabilità. Tra tecnici e politici. Tra affari e politica. Accelerare l'accertamento della verità. Perché ognuno paghi, paghi davvero, e in tempi brevi, per le proprie responsabilità. Di fronte a questi scandali l'unica risposta possibile è più partecipazione, più Politica, più qualità dei gruppi dirigenti. E un ruolo chiave lo riveste l'informazione, che deve dare strumenti per capire e per distinguere.

Quando, con una reazione comprensibile, di pancia, pensiamo "sono tutti uguali" facciamo il gioco di quelli che in questa indistinta condanna ci sguazzano,continuando a fare i loro comodi. Serve invece un'alleanza degli onesti, cittadini e politici, anche di opinione diversa, per alzare la qualità della Politica, portarla alla sua dimensione autentica, quella della lotta delle idee, appassionata, per rispondere ai bisogni delle persone.

Sei libri, sei film, sei canzoni, sei scelte per conoscerci meglio.

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