Il Presidente degli italiani

on .

L'Elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica è innanzitutto una speranza per un nuovo rapporto tra la Politica e i Cittadini.

Abbiamo eletto un politico discreto, lontano anni luce da un certo continuo dichiarare che ammorba certa politica e i cittadini e produce tanti danni. Abbiamo eletto un galantuomo rigoroso alla più alta carica dello Stato.

Una persona che può incarnare quello che la Politica deve essere: amore per il bene comune, spirito di servizio, serietà e dignità. Per questo era uno dei nomi che preferivo tra quelli possibili.

Abbiamo eletto un politico. Che ha scelto la politica come reazione a un evento tragico della sua vita. Come reazione alla mafia che uccidendogli il fratello aveva creduto di poter fermare una stagione di cambiamento. Per questo ha voluto impegnarsi perché quella stagione non si fermasse. Perché la buona politica vincesse. E che ha saputo dire dei no quando le scelte politiche si sono scontrate con i suoi ideali. Ma non ha per questo abbandonato la politica, continuando a credere nella possibilità di cambiare.

Con questa elezione il Parlamento ha riscattato se stesso verso gli italiani rispetto alla pagina buia e travagliata di due anni fa, dimostrando di essere cambiato, maturato, cresciuto. E che non devono ore forza vincere le trame e gli intrighi.

Sergio Mattarella ha sfiorato i due terzi dei voti necessari per un'elezione alla prima chiama. È un risultato significativo. Che lo rende ancor di più il Presidente non ci una parte ma di tutti gli italiani.

In questa partita non vince o perde una squadra, on contano i singoli ma il collettivo. Il Paese. I cittadini.

I tanti problemi da risolvere per il Paese e per i cittadini restano tutti ben presenti. Li conosciamo. Siamo tutti più forti per lavorarci con maggior impegno e serietà. E proprio in questa direzione sono andate le prime parole del Presidente Mattarella: "alle speranze e alle difficoltà" degli italiani.

Con questo spirito nei giorni scorsi non ho partecipato al cosiddetto totonomi, ai retroscena, ai commenti alle polemiche. Per una scelta di priorità nel racconto della Politica, di cui spesso emerge un'immagine pessima, tutta concentrata su vicende di potere e "di palazzo".

Non è così. Non è quello per cui lavoro ogni giorno. Non siamo stati fermi in questi giorni. Pur impegnati nel compito istituzionale cui eravamo chiamati. Personalmente ho seguito passo passo la vicenda Micron. Ho avuto un importante incontro su Alcatel. Ho lavorato ad alcuni passaggi decisivi per i prossimi interventi su cultura, scuola, editoria. Ho avuto un incontro significativo al Ministero dei Beni Culturali. E molto altro.

Siamo al lavoro. Dalle crisi occupazionali al rilancio delle politiche industriali. Dalle semplificazioni normative alle opportunità dei campi trainanti del Paese. Dagli investimenti su Scuola e Cultura per uno sviluppo civile oltre che economico ad un sistema di riforme che ridia credibilità ed efficacia alla Politica.

Ho avuto l'onore, per la seconda volta, di partecipare a uno dei massimi momenti a cui chi crede nella Politica può partecipare. Non è capitato a molti. Di questo mi sento grato. E questa volta anche molto soddisfatto.

Sei libri, sei film, sei canzoni, sei scelte per conoscerci meglio.

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    Verità e metodo
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