Incubi di una notte di mezza estate

L'ostruzionismo è una vecchia pratica della politica con cui si cerca di giocare nelle pieghe delle regole che tutelano il diritto delle opposizione per rendere difficile alla maggioranza approvare un provvedimento. Di solito si usa per trattare e ottenere qualche modifica ritenuta necessaria. Si tratta di un comportamento piuttosto violento. Perché in democrazia una maggioranza, piaccia o non piaccia, ha il dovere ancor più del diritto di poter realizzare i suoi provvedimenti, e su questi essere misurata e giudicata. Perché allora questa scelta? Viene stigmatizzato l'uso del decreto, che è procedura d'urgenza. I decreti in discussione hanno la finalità di provare a rilanciare l'economia. Possono essere sbagliati, possono essere inefficaci, lo vedremo. Ma si può davvero sostenere che non ci sia carattere d'urgenza per il rilancio dell'economia? Dopo aver sostenuto che questo Governo rinvia e tira a campare oggi lo si attacca perchè starebbe accelerando troppo, magari proprio su quelle riforme su cui si hanno certamente opinioni differenti, ma che è sotto l'occhio di tutti siano necessarie, e con il perverso risultato di bloccare anche i lavori delle Commissioni, quelle per la cui accelerata attivazione gli stessi si erano stracciati le vesti. La scelta dell'ostruzionismo è sorprendente, per me, se assunta proprio da chi era arrivato in quest'Aula volendo rappresentare un cambiamento totale di approccio rispetto al passato. Singoli cittadini avevano detto di essere, senza ideologia politica, che volevano ottenere risultati concreti da qualunque parte le proposte provenissero.

Sono sinceramente deluso. Nei loro primi cento giorni di vita parlamentare, i colleghi M5S hanno rispolverato molte tradizionalissime pratiche di una politica che non ha prodotto gran che di buono in passato. Giustizialismo, violenza verbale, gesti plateali, cori e applausi da stadio, l'idea, per nulla originale, di inasprire le pene, pilastro di una cultura proibizionista che ha già fatto troppi danni. Tutto questo a mio parere è strettamente connesso ad un concetto originario: "noi non voteremo mai alcuna fiducia". Secondo me il nodo sta lì. Senza un po' di fiducia nella vita non si combina nulla. Non si sale su un bus per paura che l'autista non sappia guidare. Non si mandano i figli a scuola per paura degli insegnanti. Non si mangia nulla per paura di essere avvelenati. Un giorno poi si smette di respirare, temendo che l'aria sia avvelenata. E dopo aver ridotto, se stessi e gli altri, alla totale paralisi, si soccombe. Questo paradosso, che ho voluto portare all'estremo, è la forma mentale dominante. Certo tutto questo ha delle cause nei comportamenti gravi che in passato hanno dato motivi per diffidare, lo so benissimo. Ma nel consesso civile, nella comunità, senza un po' di fiducia nell'altro non si va davvero da nessuna parte.

Se a questo si associa un malcelato desiderio di annullare l'altro, con insulti, con violenza verbale, con immagini apocalittiche, e con un modo di esprimersi che non dice mai "noi la pensiamo così" ma "le cose stanno così". Le ragioni dell'altro vengono disconosciute, tacciate di secondi fini, di interessi, di malaffare. Mi spiace dirlo, moltissimo, ma chi usa certe immagini, certa violenza, chi veicola l'idea che la politica si fa solo i "cazzi suoi", che è assente, che vive di privilegi, che se ne frega di chi soffre, è moralmente responsabile della violenza che poi qualcuno mette in atto davvero, credendo che davvero le cose stiano così. La scelta di questi miei colleghi, cui ho voluto e continuo a voler dare fiducia, è inutile, dannosa e pericolosa. Rinuncia a ottenere qualche risultato e si attesta sulla propaganda, vuol dimostrare che la politica non serve a niente, come qualcuno scrive da anni, purtroppo. Chi è consapevole di questa strategia, va combattuto duramente. La democrazia è cosa delicata che va difesa con amore e con tenacia anche per chi la pensa diversamente da noi. Chi invece si rende involontariamente complice di questa strategia ci rifletta, con serenità, ma si lasci almeno insinuare dal dubbio.

p.s. È ormai una moda diffondere foto dei colleghi in momenti di stanchezza, difficoltà fisica, o mostrare quando non ci sono. Ne ho anch'io diverse. Ho anche contato presenze e assenze di colleghi M5S. Non le diffonderò. Non voglio contribuire al gioco al massacro. Chi vuol mostrare i "fatti" estrapolati dal contesto, mostra una violenza intrinseca che nella storia ha sempre prodotto risultati pericolosi.

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