Le migrazioni, la Sinistra e il senso delle priorità

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Il tema epocale delle migrazioni non è solo una questione nazionale e una clava che le destre utilizzano per acquisire consensi con le paure, in una rincorsa che sposta sempre più l'asse su posizioni xenofobe.

Si tratta di un grande tema identitario, antropologico, sulla concezione dell'uomo, dello Stato, del mondo. Si tratta del cuore pulsante di quello che può essere tanto un nuovo internazionalismo quanto invece una rinascita nazionalista della peggiore specie.

Le grandi narrazioni hanno, negli ultimi due secoli, condizionato gli eventi e invece che subire i processi storici hanno contribuito a determinarli. È quello di cui l'Europa ha bisogno come il pane.

Oggi la sfida è tra chi ritiene di poter governare il cambiamento, gestire le complessità, affrontare la sfida della velocità e della vastità che il mondo contemporaneo impone e di conseguenza guardare in faccia le paure, accoglierle, capirle e lenirle, affrontare e risolverle, e chi invece ritiene di interpretare questa fase in chiave difensiva, alzando i muri della fortezza, costruendo bunker e casematte, indicando nemici da colpire, alimentando l'odio. 

Il rischio che abbiamo corso in Austria, ma anche il fatto che il respiro di sollievo che tutti abbiamo tirato vede comunque la sinistra fuori dai giochi, sono un segnale di allarme chiaro di quanto prioritario debba essere per noi questo tema.

La guerra mondiale a pezzetti è un miscuglio di ingiustizie secolari, aspettative frustrate, violenze, odi, fanatismi seminati nelle diverse periferie del mondo, tanto quelle delle metropoli che quelle delle cartine geografiche, dei continenti. Un mondo diviso in cui migliaia di persone osservano inermi attraverso i canali satellitari pubblicità di cibi gourmet per cani e gatti mentre i loro bambini muoiono di fame.

La sinistra, europea, mondiale, deve affrontare questa sfida. Niente di meno.

La sinistra italiana può, se vuole e se ne è all'altezza, giocare un ruolo cruciale per diverse ragioni.Il tema delle migrazioni, della cittadinanza, di un piano di sviluppo per i paesi del continente africano, una logica di intervento nelle aree di conflitto non basata sulla forza delle armi ma sulla diplomazia e sulla forza della ragione. Questi sono tutti elementi identitari che segnano nettamente il passo culturale, politico, nel governo del nostro Paese.

Siamo al governo del Paese e pur senza un consenso sufficientemente maggioritario per realizzare un governo solo del PD siamo stati e siamo la forza largamente trainante della maggioranza di governo e di gran lunga la prima in tutti gli appuntamenti elettorali. Questo fatto in Europa è una rarità.

Superare la mitologia dell'austerità e aprire l'epoca della flessibilità, per un'Europa degli investimenti, tanto in infrastrutture  materiali e tecnologiche quanto su scuola, istruzione, ricerca e cultura rappresenta uno snodo della politica europea cui il governo italiano ha dato un contributo determinante.

La sfida culturale, la cultura come piattaforma di integrazione, di comprensione, di educazione alla complessità, di diffusione di conoscenze e competenze essenziali per saper affrontare le paure è il grande progetto politico che possiamo offrire ai nostri figli e nipoti.

Siamo al centro del mediterraneo, possiamo esserlo come banchina, ancora di attracco, scialuppa di salvataggio di migliaia di disperati o possiamo svolgere il ruolo di registi e interpreti, di ponte tra le culture, di cerniera tra l'Europa dell'oggi, a nord del mare interno, e l'Europa dell'altra sponda, quella parte di africa e di vicino oriente che è culturalmente, politicamente, storicamente parte dell'Europa.

La sinistra italiana deve scegliere se essere protagonista di questa sfida, o se impegnare le proprie energie in una polemica contingente e in uno sguardo rivolto al passato, se lasciare in questa fase il proprio nome, la propria firma, i propri volti stampati nelle pagine di una sfida storica o in quelle di cronaca dei retroscena politici del giorno dopo.

Sei libri, sei film, sei canzoni, sei scelte per conoscerci meglio.

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