Lavoro, occupazione e sviluppo sono priorità assolute.

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La crisi economica da troppo tempo morde le caviglie del Paese.
Pesa in maniera importante, a volte drammatica. Mette in crisi le possibilità per il futuro fino a minare la speranza. È nostro preciso dovere mettere tutta l'attenzione e tutto l'impegno per reagire e provare ad uscirne.
 
Tradotto in pratica per me questo ha voluto dire massima attenzione ad alcune cruciali vicende del nostro territorio: Micron,  Alcatel, Carrier, Bames.
 
Su questo si sono concentrati diversi miei interventi in aula, diverse iniziative, incontri con i lavoratori, pressioni e confronti sul Governo con interrogazioni, e con momenti di confronto diretto con il Ministro Guidi e con lo stesso Presidente del Consiglio.
 
Per tutte queste ragioni mi sembra importante, nella settimana che si chiude con la Festa dei Lavoratori, fare il punto sui provvedimenti che si stanno mettendo in campo. Dal decreto legge a sostegno dell'occupazione alla legge delega sulle norme in materia di lavoro al Documento di Economia e Finanza, alla "Garanzia Giovani".
 

LE NORME

Il Governo ha deciso di suddividere i primi interventi sul mercato del lavoro in due tranches: subito un decreto legge, successivamente una legge-delega. Il primo, subito entrato in vigore, è stato approvato la scorsa settimana alla Camera per la conversione in legge; la seconda è stata da poco incardinata al Senato.

IL DECRETO LAVORO
 
Il decreto n.34, entrato in vigore il 21 marzo scorso, ha avuto come focus principali la riforma del contratto a tempo determinato e dell’apprendistato, accompagnando a queste un intervento sul Documento di Regolarità Contributiva (DURC). 
Per conoscerne i principali contenuti trovi a questo indirizzo un dossier riassuntivo. 

LA LEGGE DELEGA

Le deleghe al Governo comprese nel disegno di legge ora depositato al Senato sono sostanzialmente cinque: 1) ammortizzatori sociali; 2) riordino della normativa sui servizi e la politica attiva per il lavoro; 3) e 4) semplificazione di procedure e adempimenti e per il riordino dei rapporti di lavoro; 5) maternità e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il Governo dovrà poi dare attuazione con uno o più decreti legislativi entro sei mesi dall’entrata in vigore.

IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA

Presentato dal Governo fa un suo punto della situazione del lavoro, collegandola al quadro generale degli interventi economici e legislativi. Si va dalle previsioni di occupazione e disoccupazione, agli interventi per il tempo indeterminato e gli ammortizzatori sociali; dai primi interventi sui contratti all’estensione delle norme contro le “dimissioni in bianco”; dalla prossima legge-delega sul lavoro ai famosi 80 euro di detrazione IRPEF; dalla Garanzia Giovani alle previsioni macroeconomiche che queste riforme avranno.

Per approfondirne i contenuti puoi leggere un sunto qui.

LA GARANZIA GIOVANI

Garanzia Giovani è la strategia di contrasto alla disoccupazione giovanile a cui l’Unione Europea ha destinato importanti risorse destinata a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 29 anni.
Il primo maggio, significativamente in concomitanza con la Festa dei Lavoratori, partirà finalmente il Piano Nazionale per la Garanzia Giovani. Attraverso il portale istituzionale www.garanziagiovani.gov.it ci si potrà registrare per essere poi contattati dalle strutture territoriali (centri pubblici per l’impiego o strutture convenzionate) per fissare un colloquio: questo si tradurrà in un “profilo” e un percorso di orientamento personalizzato per definire un progetto lavorativo o di formazione. Tutto ciò dovrà avvenire entro e non oltre quattro mesi dalla registrazione telematica. Si potrà così accedere ad una gamma di percorsi possibili: l’inserimento in un contratto di lavoro dipendente, l’avvio di un apprendistato o di un tirocinio, un impegno di servizio civile, una formazione specifica professionalizzante, l’accompagnamento nell’avvio di una attività imprenditoriale in proprio o di un lavoro autonomo. 
 
IL QUADRO DI PARTENZA

In queste settimane, la Commissione Lavoro della Camera ha svolto numerose audizioni di strutture tecniche, rappresentanze professionali, parti sociali ed esperti. L’intenzione è stata quella di sentire quante più opinioni possibile da parte di chi vive o studia il mercato del lavoro, per completare il processo che un decreto “di necessità ed urgenza” non può fare e che invece è necessario e doveroso da parte del Parlamento nella conversione in legge.

Puoi leggere i resoconti di ISFOL, Confindustria e Cgil qui.

 

Dalle audizioni in Commissione

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Nel corso di queste settimane, la Commissione Lavoro della Camera ha svolto numerose audizioni di strutture tecniche, rappresentanze professionali, parti sociali ed esperti. L’intenzione è stata quella di sentire quante più opinioni possibile da parte di chi vive o studia il mercato del lavoro, per completare il processo che un decreto “di necessità ed urgenza” non può fare e che invece è necessario e doveroso da parte del Parlmento nella conversione in legge. Mi fa piacere dare qui brevemente conto di alcuni dei contributi a mio parere più rappresentativi. Sono infatti convinta che la trasparenza delle azioni passi innanzitutto da quella delle informazioni. (Di seguito i resoconti di ISFOL, Confindustria e Cgil).

Misure per la competitività e la giustizia sociale

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Il decreto-legge varato venerdì 18 aprile dal Governo contiene interventi finalizzati a  maggior efficienza, razionalizzazione, equità e rilancio del Paese.

 In particolare, le misure di riduzione del cuneo fiscale hanno l’obiettivo di stimolare l’economia attraverso un aumento dei consumi e la creazione di un ambiente economico più favorevole agli imprenditori e agli investimenti produttivi. L'impatto potenziale dei due interventi combinati, in favore dei lavoratori dipendenti e in favore delle imprese, è tale da invertire la crisi di fiducia che frena il sistema economico del Paese e può cambiare il verso della fase economica che viene da una lunga recessione. 

Questi interventi comportano un onere per le finanze pubbliche in termini di minori introiti o maggiori spese per un importo complessivo di 7,7 miliardi.
Dall’altro lato, le misure per un’Italia coraggiosa e semplice riguardano un forte impegno per una Pubblica amministrazione più efficiente, dotata di strumenti più intelligenti, a costi più ridotti. L’opera di Revisione della Spesa va infatti a individuare sia interventi destinati a ridurre sprechi e inefficienze, a ridurre i costi della politica, sia misure per  avviare la trasformazione degli apparati dello Stato e delle amministrazioni centrali e periferiche verso un assetto più funzionale, sobrio ed efficiente.

Rilancio dell’economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale - Meno tasse per lavoratori dipendenti e assimilati  e meno tasse per le imprese
Dieci miliardi per dieci milioni di persone che beneficeranno del taglio del cuneo fiscale su base annua: è la misura che apre il decreto, prevedendo i 6,7 miliardi a copertura da maggio a dicembre  2014. Attraverso un credito di imposta a partire dalle buste paga relative al mese lavorativo di maggio 2014 aumenta la retribuzione netta dei lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano tra 8.000 e 24.000 euro lordi e che avranno 80 euro in più al mese. 
La seconda misura di riduzione fiscale riguarda l’Irap, che viene tagliata del 10% e  la cui aliquota principale scenderà dal 3,9% al 3,5%. Il beneficio finanziario per le imprese nell’anno 2014 è pari a 700 milioni.

Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale
Dal recupero dell’evasione fiscale sono 300 i milioni recuperati dalle iniziative del 2013. Il governo intende rafforzare la lotta all’evasione realizzando, anche su indicazioni delle Camere - cui presenterà entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto un rapporto di monitoraggio - un programma di ulteriori misure ed interventi di prevenzione e di contrasto e allo scopo di conseguire nell’anno 2015 un incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate rispetto a quelle ottenute nell’anno 2013.

Pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni 
Viene incrementato il plafond delle risorse finanziarie a disposizione degli enti delle pubbliche amministrazioni che hanno debiti nei confronti di terzi. Oltre ai 47 miliardi già stanziati, in parte pagati e in parte in corso di pagamento, il Governo rende disponibili ulteriori 13 miliardi.
Inoltre viene istituito il meccanismo che agevola la cessione del credito delle imprese agli istituti finanziari, grazie a una garanzia dello Stato e al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti.
L’ulteriore pagamento di debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni produrrà nel 2014 un incremento del gettito dell’IVA dovuto (calcolato prudenzialmente su 5 miliardi di euro, che corrispondono alle richieste pervenute dagli enti debitori) per 650 milioni.

Revisione della spesa, semplificazione ed efficienza nelle pubbliche amministrazioni 
Al fine di rendere più razionale ed efficace la spesa di funzionamento della burocrazia pubblica per beni e servizi, vengono individuati soggetti aggregatori di riferimento per stabilire condizioni standard di acquisto, tra cui Consip e una centrale di committenza per ogni regione. Il numero complessivo di soggetti aggregatori sul territorio nazionale non può essere superiore a 35. 
Le amministrazioni pubbliche debbono pubblicare sui siti istituzionali ed attraverso un portale unico i dati relativi alla spesa e l’indicatore della tempestività dei pagamenti.
A decorrere dall’entrata in vigore del decreto è inoltre prevista - ripartita in egual misura tra Stato, Regioni ed enti locali - una riduzione della spesa per beni e servizi pari 2.100 milioni. 
Un tetto di acquisto riguarda anche le auto  di servizio -  tranne i mezzi indispensabili per servizi di sicurezza e sociali – e che vedrà ad esempio l’assegnazione di sole 5 auto di servizio a Ministero.
Sono previste specifiche misure per ridurre gli affitti di immobili da parte di enti pubblici e per un miglior utilizzo degli spazi esistenti. Dalla facoltà di ricontrattare i canoni di locazione degli immobili dello Stato ci si attende un risparmio di 100 milioni.
Così come possono esser ridotti i costi di gestione della Tesoreria dello Stato per 250 milioni.
Alla Rai viene chiesto un impegno che vada a ridurre il trasferimento da parte dello Stato di 150 milioni per l’anno 2014 attraverso scelte di efficientamento e cessione di quote di partecipate.

Iniziative per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione
È previsto un ulteriore incremento della digitalizzazione della macchina pubblica, con  100 milioni di euro di risparmi, e con l’anticipazione dell’obbligo per la fatturazione elettronica e la pubblicazione telematica di avvisi e bandi di gara.

Tetto a 240 mila euro per dirigenti e manager della pubblica amministrazione
Viene stabilito un tetto ai compensi dei dirigenti della pubblica amministrazione, che non potranno superare l’importo annuo massimo di 240 mila euro  lordo. Una somma corrispondente a quella percepita dal Capo dello Stato. Si va quindi a  ridurre di oltre 70 mila euro  il tetto dei compensi dei dirigenti pubblici e i manager delle società partecipate fissato a 311mila euro. La misura, dal 1° maggio 2014, rientra in  una revisione organica degli assetti retributivi dei dipendenti delle amministrazioni e degli organismi e delle società partecipate, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, finalizzata al contenimento della spesa pubblica ed alla razionalizzazione e perequazione dei trattamenti economici.   La somma è al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente.

Concorso degli organi costituzionali alla riduzione della spesa pubblica
Per l’anno 2014 si prevede il concorso alla riduzione della spesa pubblica da parte degli organi costituzionali, Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Corte Costituzionale, nel rispetto delle loro prerogative di autonomia, secondo le cifre deliberate per 50 milioni di euro. In attesa della Riforma costituzionale per il Cnel è previsto nel 2014 un minor stanziamento di 5 milioni di euro.

Rivalutazione quote Bankitalia e rendite finanziarie tra i provvedimenti di copertura
Tra le misure di copertura delle misure adottate, l’aumento al 26% dell’aliquota d’imposta sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, che produrrà 1.800 milioni, e l’aumento al 26% delle rendite finanziarie per tutti i servizi/prodotti attualmente tassati al 20%.
È prevista inoltre la riduzione da 3 anni a 1 anno del numero di rate per il pagamento dell’imposta sulle plusvalenze dalla rivalutazione degli asset d’impresa (gli importi previsti per il 2015 e il 2016 dovranno essere corrisposti nel 2014) per un importo di 600 milioni.

Ristrutturazione debito regionale e superamento province
Viene offerta alle Regioni la possibilità di rinegoziare il proprio debito con lo Stato, aumentando il tempo utile per il rimborso di mutui già sottoscritti. 
Dal riordino delle province determinato dalla legge appena approvata si attendono 100 milioni nel 2014.

Nuovi fondi per la ristrutturazione delle scuole 
Grazie ad un allentamento del patto di stabilità interno, le risorse per la ristrutturazione degli edifici scolastici si incrementano di 122 milioni di euro e di 300 milioni attraverso la riprogrammazione di fondi.

Il Documento di Economia e Finanza del 2014

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Il Documento di Economia e Finanza del 2014 approvato alla Camera ha come obiettivo principale quello di ridurre le disuguaglianze, sostenere i ceti più deboli, garantire crescita e conti in ordine.

Il documento prevede un taglio del 10 per cento dell’IRAP, Imposta Regionale sulle Attività Produttive, per dare stimolo all’occupazione nel medio termine e un taglio dell’IRPEF, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, pari a 80 euro al mese per chi guadagna meno di 25 mila euro lordi all’anno. 

Queste misure costeranno 6,7 miliardi di euro: 4,5 miliardi arriveranno dalla revisione dalla spesa, i restanti da due misure una tantum: la riscossione dell’IVA sul pagamento dei debiti dello Stato alle imprese e l’aumento delle tasse sulle plusvalenze delle banche nella rivalutazione delle quote della Banca d’Italia. Sono previste poi maggiori entrate dal programma di privatizzazioni per circa 0,7 punti percentuali di PIL all’anno dal 2014 e per i tre anni successivi.

Si rendono disponibili altri 13 miliardi di euro per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni con le imprese. Ci sarà inoltre un meccanismo che consentirà alle aziende di cedere il proprio credito a favore di istituzioni finanziarie. Due miliardi di euro saranno a disposizioni di comuni e province che li potranno usare per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. 670 milioni di euro per il 2014 e complessivamente oltre 2 miliardi per i prossimi tre anni costituiranno un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. 1,3 miliardi di euro sono previsti per interventi destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili.

I dirigenti pubblici non potranno guadagnare più di 238 mila euro l’anno. La misura dovrebbe portare al risparmio di circa 400 milioni. Nel documento il Governo stima una crescita del PIL dello 0,8 per cento per il 2014, con un graduale avvicinamento al 2 per cento nei prossimi anni.

Prima (parziale) risposta del Governo su Micron

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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - UFFICIO LEGISLATIVO

 In relazione all'interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto segue. Il Ministero dello Sviluppo Economico segue costantemente le problematiche della società Micron e ne osserva attentamente gli sviluppi. Sono stati convocati, infatti, specifici tavoli di confronto per affrontare le problematiche relative alla Micron, come pure di altre aziende in crisi all'interno dello stesso comparto industriale/tecnologico della microelettronica (3SUN e ST Microelettronics) ed in particolare gli ultimi incontri si sono svolti il 26 febbraio e il 12 marzo 2014.

All'incontro del 26 febbraio erano presenti rappresentanti del MiSE, delle Regioni Sicilia, Campania e Lombardia, del Comune di Catania, di Confindustria Monza, le OOSS nazionali e territoriali, le RSU, alcuni parlamentari e una delegazione di Micron. L'incontro ha avuto inizio a seguito di una riunione preliminare ristretta alle Organizzazioni Sindacali e alle istituzioni, che era stata richiesta dalle OOSS. L'azienda ha parlato dei due incontri avuti direttamente con le OOSS a seguito dell'ultima riunione tenutasi al MiSE in data 28 gennaio 2014. Nel corso del primo di questi incontri è stato presentato un piano di riorganizzazione in relazione alle prospettive di mercato dei vari siti Micron in Italia. Nel corso del secondo è stata presa in considerazione la possibilità di rivedere parzialmente l'impatto sulle risorse occupazionali rispetto alla lettera del 21 gennaio u.s. che annunciava l'inizio delle procedure di mobilità per 419 unità distribuite tra i siti Micron di Agrate Brianza e Vimercate, Arzano, Avezzano e Catania. In particolare, l'azienda ha comunicato che sta cercando di ricollocare alcuni degli esuberi sia in altre aziende Micron all'estero, sia in altre aziende del territorio nazionale dello stesso sistema merceologico di Micron. A questo riguardo sono già stati presi contatti con una azienda del distretto tecnologico di Monza Brianza disponibile a riassorbire alcuni degli esuberi Micron. I sindacati, unitariamente, hanno comunicato di non essere soddisfatti del piano prospettato dall'azienda ritenendo che non possa essere considerato come un piano industriale sul futuro delle aziende Micron in Italia. Hanno, quindi, nuovamente richiesto la presentazione di un piano industriale sulle prospettive produttive e occupazionali del gruppo, dal momento che ci sono dubbi circa la sua permanenza in Italia.

Le RSU hanno espresso preoccupazione circa la possibile dispersione all'estero del patrimonio tecnologico e del personale altamente specializzato dei siti italiani di Micron. I sindacati, inoltre, hanno chiesto al Governo di contattare il board Micron negli Stati Uniti e di mantenere un unico tavolo a livello nazionale per trattare non soltanto i problemi immediati riguardanti la mobilità dei 419 lavoratori (che scadono il 7 aprile p.v.), ma anche — e soprattutto — il piano industriale di permanenza delle aziende Micron in Italia. Durante l'ultimo incontro, tenutosi in data 7 marzo 2014, si sono registrati alcuni passi avanti in merito alle problematiche già esposte. I vertici aziendali hanno, infatti, assicurato la volontà della società di restare in Italia, si sono mostrati propensi a ricorrere agli ammortizzatori sociali e agli incentivi all'esodo, a ridiscutere il numero degli esuberi e a lavorare a un piano industriale che possa realmente garantire un futuro produttivo e occupazionale ai siti italiani.

Un'apertura significativa, manifestata dal Vice Presidente di Micron, che i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali dei metalmeccanici hanno accolto con interesse nel prosieguo dell'incontro. Tale fatto si inquadra nella positiva azione svolta dal MiSE rispetto al coinvolgimento della dirigenza Micron, altresì richiamato nell'atto. Entro fine marzo è già stato calendarizzato un nuovo incontro per iniziare a entrare nel merito del piano industriale di Micron. L'obiettivo, promosso dal MiSE, è quello di arrivare in tempi brevi a un accordo definitivo che possa salvaguardare al meglio l'importantissima realtà rappresentata da Micron per il Paese.

Infine, per quanto concerne il settore della microelettronica in generale, si segnala che si sono tenuti in data 7 marzo 2014 due incontri: quello relativo a tutto il comparto della microelettronica e la prima riunione del tavolo sul settore specifico dei componenti elettronici. Durante i due appuntamenti, finalizzati a individuare le politiche di sviluppo più urgenti e adeguate per i comparti interessati, sono stati affrontati i temi di coordinamento con le strategie europee di politica industriale e per la ricerca e sviluppo connesse anche ai Fondi strutturali e ai fondi tematici. I lavori del tavolo sulla microelettronica proseguiranno con l'elaborazione di un documento strategico per quanto concerne il comparto in generale, mentre, in materia di componenti elettronici, si è discusso principalmente degli interventi possibili al fine rafforzare la presenza delle Pmi del settore rispetto alla possibilità di accedere alle risorse europee, anche attraverso l'accompagnamento alla realizzazione di reti di collaborazione, e della necessità di maggiori controlli sulla qualità dei prodotti importati.

IL VICE MINISTRO

 (Prof. Claudio De Vincenti)

Sei libri, sei film, sei canzoni, sei scelte per conoscerci meglio.

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